Come una rana può insegnare qualcosa ai professionisti

Noam Chomsky è un linguista, filosofo e teorico della comunicazione. Un digitale ante litteram se vogliamo. Tantissimi i contributi offerti al mondo, alla cultura in generale, al sociale, alla politica e all’imprenditoria. Uno in particolare lo voglio ricordare qui: il principio della rana bollita. L’ho ascoltato per la prima volta un anno fa, durante un corso di formazione, mi è rimasto in testa, perchè credo sia una delle migliori rappresentazioni possibili della realtà e dell’agire imprenditoriale ai tempi moderni.

Il principio della rana bollita dice più o meno così. C’è una pentola piena d’acqua fredda, dentro una rana che nuota tranquilla. Al di sotto della pentola, un fuoco acceso. La rana nuota, l’acqua diventa tiepida, il fuoco è ancora acceso. Continua a nuotare, tranquilla, l’acqua diventa calda, il fuoco è ancora acceso. La rana inizia a preoccuparsi, ma non troppo, l’acqua diventa bollente, il fuoco continua ad essere acceso. Si stanca, l’acqua ora è ad una temperatura eccessiva.
La rana muore bollita. Nessuno le ha dato gli strumenti per rendersi conto che la temperatura saliva e l’acqua l’avrebbe uccisa. Eppure aveva tutte le capacità sensoriali per percepire l’acqua diventare bollente a poco a poco.

Strumenti utili per recuperare le relazioni

Sostituire “rana” con “professionista”, “acqua” con “contesto” e “fuoco” con cambiamento. Dovremmo avervi detto tutto. Il cambiamento (o i cambiamenti) rischiano di rendere insostenibile il contesto di lavoro per il professionista. Nessuno aveva avvisato la rana, noi sì.

Il professionista vive oggi (in) una fase di profondo cambiamento, lento ma costante in alcune situazioni, molto rapido e dirompente in altre. Il contesto diventa sempre più complesso e si rischia, continuando così, di fare la fine della rana. Morta bollita.

Calo di redditività, cambiamento radicale del proprio ruolo e delle proprie funzioni, una clientela che muta nelle esigenze (e forse anche nelle quantità) sono solo alcune delle sfumature. Cambiare è un obbligo: la rana avrebbe dovuto dare un bel colpo di zampa e saltare fuori dalla pentola. Il professionista è ancora in tempo per farlo.

Un percorso di successo che punti a recuperare le relazioni con il cliente, una strategia che torni a coinvolgere i propri dipendenti, uno studio che diventi più competitivo e che finalmente possa riposizionarsi tra quelli “che ci sono e che fanno le cose per bene”. Un paio di zampate per scappare via dalla pentola: strumenti per una migliore gestione del rapporto con i clienti e del lavoro con il proprio team, strumenti di comunicazione innovativi e orientati all’essere in linea con i tempi, strumenti per informarsi e formarsi.

Nessuna formula magica, solo strumenti e relazioni

“Sii digitale, formati, entra in un nuovo cosmo, da domani non sarai più lo stesso”: nulla di tutto questo. Perché in fondo si rimane professionisti, ma cambiano “solo” le prospettive. E sono quelle che possono fare la differenza. Non i cinque segreti per superare la crisi. Non i cinque modi per diventare un professionista migliore. Ma un consiglio: arricchitevi con gli strumenti che possano rendervi un po’ più digitali, ma che possano soprattutto farvi tornare al centro delle relazioni con il team e con la clientela. La temperatura è già alta.

Categorie